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E se questa sera mangiassimo indiano?

Un assaggio di sapori e profumi dell’affascinante India a Sesto Calende
di Samanta Francese

dicono di noi

È sabato pomeriggio, fuori piove ed io sono seduta al bar del ristorante indiano Mughal a Sesto Calende, ad aspettare il proprietario che gentilmente mi ha invitato a conoscere il suo ristorante e tutto il suo staff. Il 9 febbraio del 2014 Mr. Manzur Ehsan Choudhury ha ufficialmente dato il via alla sua avventura in Italia, un’idea nata dalle esperienze passate e dall’amore che prova verso il nostro Bel Paese, proprietario di diversi ristoranti indiani nel mondo, uno dei quali anche a Singapore, si è ritrovato suo malgrado a ripartire con una nuova apertura proprio a Sesto Calende.

“Mughal è il nome della più grande dinastia imperiale, che portò in India, tra il 1500 e il 1700, sfarzo e splendore, basti pensare a Shan Jahan, l’imperatore che costruì il Taj Mahal, un mausoleo di una bellezza inestimabile che custodisce le spoglie della sua amata imperatrice morta giovane. I Mughal portarono nel mio paese anche il forno Tandoori, un forno d’argilla a forma di campana rovesciata, che raggiunge un massimo di quasi 500 gradi e che viene usato per cucinare i piatti più raffinati e di successo – ci spiega Mr. Khan – ed è questo che ho voluto per il ristorante di Mr. Choudhury, una cucina raffinata, di qualità, proveniente dal nord dell’India ma che comprendesse anche piatti famosi di altre regioni, come quelli del Bengala, di Calcutta e del Madras.” Insieme ci spostiamo in cucina e Mr. Khan mi presenta i suoi cuochi, Mehdi Chef Executive e Hassan Secondo Chef, entrambi hanno lavorato in Inghilterra in diversi ristoranti indiani per otto anni, arricchendo così il loro bagaglio di esperienze.

Appena entrati non posso negare che la cosa che mi colpisce maggiormente è il forno Tandoori, è bellissimo e permette al profumo del cibo che sta cucinando all’interno di insinuarsi elegantemente nelle mie narici. Mehdi mi spiega che ora sta cucinando degli spiedini di pollo che serviranno poi per preparare il loro piatto forte, Chiken Tikka Masala, una specialità leggermente piccante che prevede che il pollo tagliato a pezzi (tikka) e cotto leggermente nel forno Tandoori, venga poi unito ad una salsa cremosa di colore arancione a base di pomodoro e masala (miscela di spezie indiane).

Hassan invece sta ultimando l’impasto per preparare il Tandoori Naan, un pane ripieno di formaggio che accompagna egregiamente i piatti in umido. Guardandomi intorno vedo che tutti gli ingredienti sono pronti per essere cotti, lo chef mi spiega che non preparano nulla prima, anche i Samosa, gusci triangolari di pasta di farina e acqua che racchiudono un ripieno di patate, piselli, cipolle, anacardi e spezie, vengono solo assemblati ma per la cottura si aspetta sempre l’ordine del cliente. Zenzero, coriandolo, cumino, curry, mango, gamberi, tutti ingredienti che aspettano solo di unirsi per dare vita a sapori così lontani dai nostri ma così inebrianti da farti venir voglia di provarli tutti.

Usciamo dalla cucina e ci dirigiamo verso il bar, che oltre a servire bevande alcoliche e analcoliche italiane e caffè presenta anche alcune bottiglie di Rum Indiano, tra cui Old Monk, un rum scuro invecchiato minimo 7 anni, gli indiani producono rum da più di 200 anni e le classi più benestanti lo utilizzano insieme alla Coca Cola per accompagnare piatti Tandoori o antipasti fritti come i Samosa. Resto colpita anche dalla presenza di vini Indiani, Mr. Khan mi racconta che la Cantina servita nel ristorante, Kamasutra, produce Shiraz e Cabernet, è di proprietà di una famiglia che affascinata dal vino italiano, ha inviato un figlio ad apprendere per 3 anni l’arte della viticultura e della vinificazione in Italia per poi rientrare in India e provare a produrre un vino locale, il risultato secondo alcuni clienti è gradevole, anche se un bicchiere di Chianti è sicuramente più appagante, d'altronde si sa noi italiani quando si parla di vino siamo “imbattibili”. Nel frattempo il locale sta cominciando ad animarsi, la metà dei tavoli è già tutta occupata, il personale di sala mi informa che hanno 70 posti a sedere e che questa sera 60 sono già prenotati, non male direi.

Noto che alcuni clienti bevono birra Cobra, mi viene detto che è una birra leggera dal gusto poco amaro e che solitamente il cibo indiano si accompagna bene con la birra più che col vino, al Mughal servono anche la King Cobra, una doppio malto a gradazione alcolica limitata con un sapore deciso ma rotondo. Mr. Choudhury mi da il permesso di intervistare alcuni clienti, mi avvicino ad una coppia:

“È la prima volta che cenate qui?
LEI: No, io ci sono venuta la prima volta per un pranzo aziendale e mi è piaciuto così tanto che ci sono tornata con mio marito, da allora veniamo circa una volta al mese.
Cosa avete mangiato questa sera?
LUI: Entrambi Samosa e Chiken tikka masala, è il nostro piatto preferito.
LEI: Io non ho preso il dolce perché ho mangiato tantissimo mentre lui sta mangiando una crema al mango con litchi.
Cosa avete bevuto?
LEI: Lassi al mango, lo adoro”
Il Lassi è una bevanda a base di yogurt magro e ghiaccio, aromatizzata con acqua di rose, con frutta o può essere servita anche in una versione salata.
“Se dovreste dare un voto al rapporto qualità prezzo, quale sarebbe?
LUI: Ottimo, cerchiamo di ordinare sempre il menù degustazione, mangi un antipasto, un piatto principale e un dolce ad un prezzo veramente conveniente”
Noto anche un gruppo di sei persone ormai al caffè e mi avvicino:
“Cosa avete mangiato?
-Samosa, Prawn malai curry, Chiken tikka masala, fish curry, tra noi c’è anche un celiaco, che ha mangiato frittelle di verdura in pastella di farina di ceci e Chiken Tandoori.
-Ho comunicato al personale di sala le mie esigenze e hanno provveduto ad informare i cuochi.
Vedo che avete bevuto un vino indiano, cosa ne pensate?
-Buono, da provare, però meglio il nostro vino
È la prima volta che mangiate indiano?
- Sì per tutti, torneremo sicuramente, i sapori sono molto diversi dai nostri ma sono una piacevole scoperta.”

C’è anche un cliente che cena solo e allora decido di fargli qualche domanda, chiacchierando scopro che per lavoro ha vissuto molto in Inghilterra e spesso mangiava cibo indiano, trova i piatti del Mughal buoni e speziati al punto giusto, lamenta che i tempi di attesa sono un po’ lunghi, però ammette che il cibo è preparato al momento e che è sabato sera e il ristorante è al completo.
Il mio tour nel ristorante di Sesto Calende finisce qui, ora posso sedermi e finalmente gustare anch’io una specialità indiana, io non mangio carne, al Mughal hanno anche una vastità di piatti vegetariani, non mi resta che ordinare.
Ricordate, se siete sul Sempione in coda, in un caldo pomeriggio d’estate fate una sosta al Mughal e ordinate un rinfrescante Lassi al Mango, non ve ne pentirete sicuramente.

Concludo con una riflessione:

“Perché non provare qualcosa di nuovo, di diverso, che stimola la nostra fantasia e che ci porta, perché no, anche solo con la mente in paesi lontani, affascinanti, inebrianti?”

MUGHAL | 17, Via Manzoni - 21018 Sesto Calende (VA) - Italia | P.I. 03387860129 | Tel. +39 0331 1424412 | info@mughalindiano.com | Informazioni legali | Privacy | Cookie Policy | Sitemap
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